Come e cosa mangeremo tra vent’anni? “Fare previsioni è difficile. Soprattutto se riguardano il futuro” disse nel secolo scorso Niels Bohr, premio Nobel per la fisica. Di certo è più facile farle se si ha consapevolezza dei macro trend in atto, quelli che – pur non riferendosi specificamente al mondo food – è ragionevole supporre che condizioneranno sempre di più i nostri stili di consumo. Di questi, nell’ultimo paper “Mangiare nel 2030 – Il futuro dell’alimentazione tra stili di vita e innovazione”, il BCFN ne individua i principali.
Si parte dall’evoluzione demografica (invecchiamento della popolazione, nuclei monocomponente, immigrazione, ruolo della donna, ecc.); per proseguire con i nuovi equilibri geo-politici (spostamento del potere e dell’influenza culturale, dall’Occidente all’Oriente, dall’Oceano Atlantico all’Oceano Pacifico); la connettività totale (democraticità e diffusione dell’informazione, istantaneità); la focalizzazione sugli aspetti ambientali (basti pensare al climate change e al grande impatto dell’uomo in termini di emissione di gas serra); e infine le cosiddette tecnologie GRIN (genetica, robotica, internet, nanotecnologie).
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