La filiera corta. Mangiare sano, risparmiare chilometri e inquinare meno. Il leoncino Leo e una cassetta di ortaggi biologici
La "filiera corta" crea una relazione diretta tra produttore e consumatore. Questo significa che il produttore vende direttamente i suoi prodotti presso la propria azienda agricola, in un centro di raccolta (ad esempio un magazzino gestito dai cosiddetti Gruppi di acquisto solidale (GAS), nei mercati locali, oppure on-line.
La vendita diretta permette al consumatore di acquistare prodotti di maggiore qualità a prezzi inferiori e di promuovere una rete di vendita più legata al territorio e più sostenibile dal punto di vista ambientale: le merci compiono meno passaggi e non devono essere imballate più volte.
Questo permette di risparmiare tonnellate di imballaggi.
Se, ad esempio, 74.000 famiglie lombarde cominciassero a comprare prodotti dal produttore, senza passare al supermercato, si potrebbe risparmiare di produrre quasi 5.000 tonnellate l’anno di rifiuti.
I benefici ambientali apportati dalla filiera corta, misurati con il metodo LCA (Life Cycle Assessment), sono:
- Mancata emissione di gas serra per un valore pari a 6.400.000 kg annui di CO2;
- Risparmio di 67.700.000 kWh di energia all’anno;
- Risparmio di 14.900.000 m3 di acqua all’anno, paragonabile ad un volume pari a poco meno di 1/6 del lago di Varese.
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